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In viaggio per le Marche : Giorno 4/4

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Marche Tour, Giorno 4:  Esanatoglia;  Matelica;  Camerino;  Lago di Fiastra;  Chiesa di San Giusto in San Maroto a Pievebovigliana. 1) oggi si torna a Roma. Qualcosa, forse qualche acaro, durante la notte mi ha punto ad una caviglia. Purtroppo,non riesco a beccare il proprietario per dirglielo. Fatto il passaggio all'ora solare, si parte per Esanatoglia, del circuito dei borghi piú belli d'Italia. C'è parecchia nebbia che lungo la strada si dirada. Facciamo una prima deviazione per l'eremo di San Cataldo. Una salita ripida, sterrata in cima, conduce a questa chiesetta medievale aggrapata ad uno sperone roccioso che domina Esanaroglia. Bella la veduta sul borgo e magico il panorama perché la nebbia copre le valli lasciando scoperte le cime dei monti e dei colli che sembrano cosí galleggiare. Scendiamo al borgo. Lo percorriamo fino alla cattedrale di Santa Anatolia, piú volte rimaneggiata, che ha la particolaritá di una lapide romana incastonata sulla parete del cam

In viaggio per le Marche : Giorno 3/4

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Marche Tour Giorno 3:  Urbisaglia; Montappone; Abbazia di Chiaravalle di Fiastra;  Tolentino. 1)ci svegliamo tardi, giusto in tempo per non saltare la colazione e parlare col proprietario che ci racconta di essere un viaggiatore che gira col Volkswagen hippie. Parliamo di Napoli, si lamenta dell'organizzazione,che la cittá potrebbe vivere solo di turismo. Non condivido ma vabbè. Insomma ha trovato Ercolano chiusa alle 15. Ci da peró una dritta. A Montappone(Fm), c'è il museo del cappello. Musica per le orecchie di chi proviene da una famiglia di cappellai come Margherita. E ora consigli per gli acquisti: A Napoli in via San Pasquale c'è uno dei pochi a negozi storici rimasti specializzati in cappelli: Il Cappellaio dove potete trovare cappelli di tutti I tipi e le marche. Fine pubblicitá. Devo cambiare itinerario. Escludo a malincuore San Ginesio per inserire Montappone. Partiamo per Tolentino per visitarne la Cattedrale di San Nicola con il belliss

In viaggio per le Marche : Giorno 2/4

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Tour Marche Giorno 2: Elcito;   Cingoli;  Treia;  Macerata;  San Severino marche; 1) il programma di oggi inizia con la visita di Elcito, il Tibet (o il tetto) delle Marche. Cosí in un anno siamo passatii dai 4700metri dello Yamdrok lake ai quasi 1000 del monte Canfaito. Tibet per Tibet. La strada sale attraverso I boschi, verso la fine diventa sterrata, e arriva agli 832 metri di questo borgo abbandonato dal 1997 che noi troviamo avvolto nella nebbia. Veduta suggestiva ma sul borgo che è ben restaurato, forse per la bassa stagione, non c'è praticamente nessuno. Appena quattro gatti. O meglio 8 gatti. Ora capisco perché è Indicato tra "I luoghi del silenzio". Interrotto solo da alcune moto enduro. 2) Si scende e si risale verso Cingoli. Per la strada, ci fermiamo a vedere alcune rovine di un castello. Le Marche ne sono piene. Mi ricordano la Calabria, se non fosse che qui sono a pochi km l'uno dall'altro. Ci accorgiamo di essere arrivati a

In viaggio per le Marche : Giorno 1/4

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Tour Marche Giorno 1 :  Chiesa di San Vittore alle chiuse di Genga;  Fabriano. 1) Roma-Fabriano. Per festeggiare l'anniversario di matrimonio decidiamo di visitare le Marche, ma stavolta in anticipo perché Margherita è all'ottavo mese di gravidanza e questo sará l'ultimo viaggio in due. E cosí vada per le Marche. Visiteremo soprattutto la marca maceratese montagnosa e collinare. Il fulcro sará Fabriano (An), cittá della carta. Da Roma ci mettiamo 2:40 per arrivare attraversando splendide cittadine umbre come Narni, Spoleto, Trevi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino. 2)A Fabriano alloggiamo al b&b antica loggia, in una zona di periferia. Il proprietario è gentile ma la struttura non sembra molto curata e ha un grande difetto: manca il bidet, sostituito da un tubo collegato ad un sifone. Riposati un pó, partiamo per l'abbazia di San Vittore alle chiuse ai piedi delle Gole di Frasassi. Dista 20 minuti ed è un bell'esempio di stile romanico che con

IL "Casatiello " Napoletano al lievito Madre

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La storia La letteratura in merito alle origini del castiello si perdono nell'antichità, e sono quando Napoli era Greca prima e poi Romana dopo. Si sono scoperte testimonianze che raccontavano di pani  ripieni già nelle ricette greche. Era un pane preparato durante le festività pagane  in onore di Demetra ( la dea del raccolto e dell'agricoltura, che presiede i cereali e la fertilità della terra ),  per i greci e poi Cecere ( Dea dell'agricoltura, la cui figlia Proserpina era identificata con Persefone, la credenza greca secondo la quale alla sua gioia di unirsi nuovamente alla figlia si doveva ogni primavera la rinascita della natura e l'abbondanza di frutta e di raccolti sulla terra ) per i Romani. Si pensa che il nome casatiello derivasse dal nome caseus ( formaggio ) che nel dialetto napoletano si diceva "caso " declinando la "o" e  dovrebbe significare piccolo pane al formaggio. Ecco che nei secoli recenti è giunto a noi il nome casatiel

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