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Pinsa Romana

Vi proponiamo una ricetta che risale all'antica Roma e tutt'ora la si può gustare nelle trattorie di Roma per accompagnare i contorni.



Il termine Pinsa deriva dal termine latino ” Pinsere” che significa allungare.
La Pinsa Romana o Pinsa Romana Bianca, si distingue dalla normale pizza per la sua forma ovale e allungata, per l’impasto composto da un misto di farine frumento, soia e riso  e per  l’alta idratazione,  ciò la rende molto più leggera e digeribile.
Le caratteristiche principali quindi sono la forma ovale, la fraganza ( esterna croccante e interna morbida ), l’alta digeribilità dovuta ai lunghi tempi di maturazione e lievitazione, che avviene con pochissimo lievito e in frigorifero e dalla combinazione di farine composta come dicevamo da frumento riso e soia.

Questa ricetta la si può fare sia con il lievito che con quello a secco.

Ingredienti per 4 pinse

650 g di farina di tipo "0"
30 g di farina di riso
20 g di farina di soia
500 ml di acqua
100 gr di lievito madre rinfrescato
10 g di sale
10 g di olio estravergine di oliva.




Preparazione:

Mescoliamo lievito madre e acqua fino a completo scioglimento.Aggiungiamo olio e sale. Mescoliamo Bene.
Aggiungiamo le farine, poco alla volta.
Una volta utilizzate tutte, ci ritroveremo con un impasto un pò appiccicoso.
Ora si possono seguire due strade:

Lievitazione lunga



A questo punto mettiamo in frigo per 24 ore circa, dopo, possiamo decidere, se riprendere l'impasto e far passar altre 24 in frigo oppure formare i panetti, stendere l'impasto come nel video, e far crescere per 4 ore circa.
Il consiglio e mettere il forno a 250 gradi per i primi 5 minuti poi scendere a 200 per i rimanenti 6/7 minuti.
Le Pinse si possono condire con prodotti a crudo, tradizionale, oppure mettere gli ingredienti per una cottura al forno, tipo focaccia.




Lievitazione breve
In questa panificazione, abbiamo fatto lievitare normalmente l'impasto per 6 ore, re-impastato, formato le pinse e fatto lievitare per altre 4 ore.
Il consiglio e mettere il forno a 250 gradi per i primi 5 minuti poi scendere a 200 per i rimanenti 6/7 minuti. Di seguito le foto del risultato:




Personalmente la procedura chiamata "lievitazione lenta" la pinsa è venuta più schiacciata, mentre la procedura chiamata" lievitazione breve" la pinsa è risultata più cresciuta.
Il gusto è uguale in entrambe.



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