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Cina e Tibet (eps. 8) Pechino

Cina e Tibet  (eps. 8)
Pechino


Giorno 9:
1) Oggi ce la prendiamo comoda. Per fortuna I biglietti della cittá proibita giá li ho comprati prima di partire. Scendiamo e ci avviciniamo a Qianmen. È una giornata calda. Si forma una coda per il  sottopassaggio, poi s'ingrandisce per I controlli di sicurezza, ci deviano sul marciapiede di fronte, altro sottopassaggio, saliamo. Quasi non riusciamo a uscire. Altro controllo. La fila diventa enorme. Si forma una calca di persone. Siamo dall'altra parte di piazza Tiananmen. Scorgo la fila per il mausoleo di Mao. Non si vede la fine. La piazza piú grande del mondo è un tappeto umano, fatto di persone di ogni razza ma I cinesi la fanno da padrone. I loro gruppi turistici sono ovunque. Non possiamo entrare nel mausoleo di Mao. Si rischia mezza giornata. Attraversiamo. Con Margherita, proviamo a tenerci per mano ma è impossibile. Il contatto tra noi sono delle dita su uno zaino. A volte, tocco la bottiglia che ha sul lato del suo zaino per capirne la posizione. I cancelli della Porta della pace celeste sono aperti. Il fiume di persone scorre impetuoso sotto il ritratto di Mao.
La mente corre al 1989. Che fine avrá fatto quel ragazzo con la busta? E chi guidava quel carrarmato? Superiamo la porta del mezzogiorno. È imponente. Siamo dentro la cittá proibita. L'impressione è di tanta magnificenza. L'emozione è piú forte della grande muraglia. Nonostante la calca. Fare foto decenti è un'impresa.





La gente spinge. C'è chi mi appoggia lo smartphone in testa per fotografare il Trono del Drago. Mi adeguo. Io sgomito. Nessuno si scompone. Tranne una Signora. Le ho appoggiato il gomito in testa. Ma un pó di pace è possibile. Superata il Palazzo dell'Armonia celeste e la sua bellissima lastra di marmo scolpita di 250 tons dove scivolava la portantina imperiale svoltiamo per la galleria del Tesoro (20 yuan).




Qui c'è il Muro dei Nove Draghi, la collezione imperiale e il teatro di Corte. Tra gli appartamenti riservati alle Concubine di epoca Ming, c'è pace. Vedo I portantini sollevare l'imperatore, diplomatici e funzionari fare il Koutou (rito di prostrazione all'imperatore sfiorando per 9 volte il pavimento con la testa) e l'ultimo imperatore Puyi girare tranquillamente in bicicletta, ignaro della sua imminente fine.



Visitiamo il giardino imperiale e ritroviamo la calca. Gli appartamenti dell'imperatore. Gli ultimi palazzi. Siamo fuori dopo 3 ore. Non perdiamo tempo. Andiamo verso la periferia nord-ovest, al palazzo d'estate.




2)Impieghiamo un'ora per arrivare a Beihai nord. Prendiamo la metro per Beigongmen. Un'altra ora per arrivarci ed entriamo alle 15 (45 yuan) Suzhou street è una replica dei canali di Suzhou e passiamo oltre fino alla nave di marmo dell'imperatrice Cixi. Sembra galleggi davvero. Passiamo per il corridoio lungo. Una passerella di legno con affreschi diversi su ogni traversina. Visitiamo il Palazzo della Benevolenza e della Longevitá, ci inerpichiamo sopra la collina verso il Padiglione del profumo buddista fino al Mare della Saggezza. Il parco è molto bello. Le inbarcazioni solcano le placide acque del lago Kunming. L'effetto d'insieme, voluto dall'imperatore Qianlong, è magnifico. In 2 ore usciamo e andiamo al mercato di  Haoyuan, nei pressi di Wanfujing. E qui, abituati ai ritmi cinesi torniamo per assaggiare ogni leccornia che vediamo. Frutti caramellati. Granchi fritti. Zuppa di tofu, yogurt, una specie di burrito fritto ripieno di anatra alla pechinese e patate. Ma l'anatra di Liqun era eccezionale. Una specie di porchetta che si scioglieva in bocca. Qui è volata via. Torniamo a prendere I bagagli all'albergo.

3) Qui ci riposiamo dopo aver mangiato. Sono ancora le 20:30, ma a causa del fuso unico in Cina, a Lhasa il sole sorge alle 8 e tramonta alle 21, mentre a Pechino, sorge alle 6:30 e tramonta alle 19. Cosí alle 22, tutto chiude. Un manicomio per uno spagnolo. Alla reception, c'è un ragazzo che parla un pó di inglese. Gli chiedo di telefonare a Pingyao. Lunedí arriveremo a mezzanotte e voglio farmi venire a prendere. Gli spiego che a Pingyao ci sono 2 stazioni. Ma lui è di Pingyao. Grandissimo. Ora chiama peró. Il proprietario acconsente. Aveva giá risposto alla mia mail. Mail che non trovo. Misteri di Booking.com. Spiace lasciare Pechino. A settembre non sembra quell'inferno di smog. Incontriamo di nuovo gli hutong bui, le statue di Qianmen, la casa d'aste, I giocatori di Badminton. Arriviamo all'enorme stazione di Beijing. Troviamo la nostra sala d'attesa. Non c'è aria condizionata. Non c'è posto. È una sauna. Entriamo in un negozio. C'è l'aria condizionata. Prendo 2 fanta. Il tizio mi chiede il biglietto del treno. Guarda l'ora. 50 yuan. Prendo il portafoglio. 50 yuan? Quasi 10 euro? Titubo. 50? Gli chiedo. 10 yuan per le bottiglie. 40 yuan per le 2 ore di permanenza fino alla partenza del treno. Ladri. Esco con le 2 fanta. C'è chi gira mezzo nudo. Chi si stende per terra. Chi è piú attrezzato e ha un telo. Troviamo un posto. Di laowai siamo solo noi. E Margherita diventa star. La guardano, la squadrano, le girano attorno. Cominciano a fotografarla. Loro a lei.

4) il check-in si apre e arriva un gruppo di spagnoli. Ne approfitto per chiedere alla loro guida se è vero che il Tempio Sospeso è chiuso. Si. Mr. Gao aveva ragione. Mr. Gao mi ha risolto il problema di Datong. Non avendo albergo, ho prenotato un tour a Yungang con lui, cosí le valigie restano al sicuro. Pratico un pó di spagnolo con loro. Una mi fa I complimenti e m'invita a vedere Caceres. In Extremadura. Quando le persone notano che conosco I loro luoghi si aprono con me. Divento di casa. Questa volta abbiamo la soft sleeper per Datong. E siamo solo turisti. Con noi c'è un ragazzo francese e, soprattutto, Marina. Marina Phang Cruz di Lima al secolo. Peruviana con padre cinese, ma non lo parla. Una donna che viaggia verso I 70 anni e soprattutto gira il mondo, anche da sola. Ha fatto la Transiberiana. Si ferma un mese. Andrá ovunque e gli ultimi 5 giorni li passerá dalla cugina a Pechino. Noi siamo napoletani. Que lindo. Los napolitanos tienen un corazon grande. Son abiertos. Como nosotros. Claro, Marina. Come dici? Hai parenti in Italia? A Santa Maria a Vico. Lo sapevo che uscivamo a parenti. Nel frattempo, il francese fa di cognome García. Vamos practicando entonces. Marina, sei simpaticissima ma logorroica. Andiamo a dormire che è mezzanotte.



Prossimo episodio:
Cina e Tibet  (eps. 9)
Datong

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approfondimenti: Libri e guide sulla Cina
traduttori: traduttori lingua cinese

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