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Cina e Tibet (eps. 2)

Cina e Tibet  (eps. 2)
Zhangye-Danxia-Xining



Giorno 2:
1) sveglia alle 5 per andare a vedere il geoparco delle montagne colorate di Danxia. Buttiamo letteralmente giú dal letto la guardia dell'hotel che dorme beatamente davanti alla vetrata con la porta di ingresso aperta. Partiamo per Danxia. L'autista non supera I 40km/h. Stiamo tranquilli? Non proprio perché è molto impegnato al cellulare guidando all'inglese. Rischiato qualche frontale e una broncopolmonite che qui a Zhangye sembrano avere tutti, arriviamo all'ingresso del parco. E qui, davanti alla biglietteria, urla, strepiti, gomitate. Una massa di cinesi che si muove da una parte all'altra appena percepisce che uno sportello potrebbe aprirsi. Ci separiamo. Non esiste fair play, cosí sgomito per mettere il braccio davanti ad un vecchietto. Dico a Margherita di controllare I soldi, lei si gira e la superano in due. Il ticket del parco costa 54yuan + 25yuan di bus obbligatorio. Il parco è composto da 4 piattaforme, tra le quali ci si sposta in bus. Appena arriva l'alba, accolta con la musica di Ulisse, lo spettacolo si apre davanti ai nostri occhi. Le montagne, dai picchi frastagliati, si colorano di porpora, di ocra, di turchese. Le foto non si contano. Tuttavia, anche se la lonely planet consiglia l'alba, il momento strategico è, secondo me, il tramonto perché le striature piú particolari sono rivolte ad ovest. Purtroppo, diversamente da quanto detto dalla LP e dai siti a cui abbiamo fatto affidamento, non abbiamo trovato I cammelli. Mi spiace per Margherita, sará per il prossimo viaggio. Impieghiamo 2 ore di visita e, dopo esserci fatto superare da un carretto di pecore, arriviamo in hotel.





2) visitiamo quindi Zhangye. L'albergo (Hotel Sheinijiyuan) è vicino alla stazione ferroviaria. Una notte ci è costata 166 yuan. Da lí andiamo a piedi al centro di Zhangye. Sono 3,5 km in cui scopriamo una cittadina vivace. Purtroppo, vediamo anche ció che non ci piace, come 3 gattini cuccioli in un gabbia fuori da un ristorante. Temo sia quello che penso. Al centro di Zhangye, c'è il tempio del Grande Buddha dormiente (costo d'ingresso 40 yuan). Si tratta di un'enorme statua di legno di Buddha in posizione sdraiata su un fianco, lunga 35 metri, scolpita nel 1098 in periodo Zhou, circondata da tanti boddhisattva che hanno raggiunto il nirvana. È la piú grande del genere in Cina. Giriamo un altro pó per la cittá, passando dalla pagoda, e ci incamminiamo verso l'hotel. Sulla via del ritorno, noto un ristorante con una scritta in inglese "Lanzhou Beef Noodles". Ci tenevo ad assaggiare questa specialitá e abbiamo un pó di tempo. Entrando, noto una faccia europea. Sta mangiando proprio quello che voglio. Si tratta di Greg (nome di fantasia perché non gliel'ho chiesto), un neozelandese docente di Economia industriale europea, ora in pensione, in visita agli amici cinesi. L'amica, di cui Greg è innamorato, ci accompagna alla cassa. Chiede due piatti di noodles (28 yuan in due cioè 1,75 euro a testa, forse il pranzo piú economico della mia vita, eccetto un lauto pranzo di 4 euro a Nazca). Andiamo al bancone e ci danno altri tipi di noodles con verdure. L'amica di Greg si arrabbia ma non riesce a farceli cambiare. Pranziamo con loro. Li facciamo ridere per quanto siamo impacciati con le bacchette. Quando racconto del nostro viaggio, Greg dice che siamo coraggiosi. Ci dicono che avremmo potuto prendere l'autobus per andare al centro, ma le scritte sono tutte in cinese. Potrebbe portarci ovunque. Ci salutiamo. Torniamo in hotel a recuperare I bagagli e facciamo un pó di spesa, mi compro I noodles col manzo preconfezionati in previsione del viaggio in Tibet (4 yuan)' Arrivati alla stazione con un taxi(costo 5 yuan). Superiamo il primo metal detector ed entriamo in stazione dove c'è il secondo. La notte ho dormito poco e ho studiato una tecnica rugbystica con Margherita per far sí che I bagagli siano sempre con noi. Arrivati al gate, ritroviamo Greg e la cinese, che mi chiede dov'è Napoli e perché ho un cappello che sembra essere dell'esercito cinese, in realtá l'ho preso a Cuba, ma lei non sa dov'è. Persino tra comunisti non si conoscono. Dimenticavo, sui treni cinesi c'è un continuo spot dell'esercito cinese, alquanto inquietante.

3) Treno per Xining: prendiamo il treno veloce per Xining alle 16:17 e dopo 2 ore siamo lí. Sul treno, un poliziotto vede la meta del biglietto e capisce che siamo diretti in Tibet. Prova a parlarci in cinese. Non capiamo. Lui non demorde, ma non conosce l'inglese e non va oltre "Where are you from?""Italy"'. Mi guarda, saluta e se ne va. Rispondo "Xiexie". Sono fregato. Ma non mi ha sentito. Sul treno attiriamo l'attenzione di tutti, perché siamo gli unici laowai(stranieri). Una ragazza mi guarda come Berlusconi con la Minetti. Anche una coppia musulmana ci guarda fissi. Credo siano uiguri,  dal cappellino ricamato di lui. La gente ormai ci parla in cinese e ride. Vabbè.Arrivati a Xining, per prendere la coincidenza,  ovviamente il percorso obbligato prevede di uscire dalla stazione per rifare I controlli di sicurezza e rientrare. Chiedo ad un poliziotto, facendo vedere il biglietto. Lui mi chiede I passaporti e mi dice "bye bye trip". Come? Arriva un'addetta e mi dice di andare all'ingresso 11. Gli ingressi sono 8 e mi infilo all'ultimo. In stazione, vediamo un bel faccione tibetano con il cappello giallo. Direi che il gate é quello giusto.

Foto del Parco:






Nel Prossimo episodio: Xining-Lhasa, viaggio in treno
Questa volta andiamo nella parte più a ovest della Cina...

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approfondimenti: Libri e guide sulla Cina
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