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non tutti sanno che ...

Roma, 24 ott. (Apcom) - Nuovo capitolo nella lunga vicenda delle
contraffazioni alimentari scoperte in Italia. Dopo vino e mozzarella e
dopo le adulterazioni cinesi e l'allarme melamina, ora è il turno del
prosciutto di Parma. In un deposito di Langhirano, in provincia di
Parma, sono stati sequestrate dai Nas il 21 ottobre 32,5 tonnellate di
prodotti scaduti che avrebbero dovuto essere smaltiti. Invece venivano
ripuliti delle parti marce e infestate dai parassiti. Poi erano
confezionati, etichettati con una nuova data di scadenza, e rimessi
sul mercato, nel circuito dei mercati rionali, degli ambulanti e dei
market etnici: culatello, salame, pancetta, ma soprattutto prosciutto
crudo col marchio di Parma, che finiva in commercio con un prezzo
intorno ai 2,5 euro, contro gli otto euro del prodotto sano. Ora, una
volta scoperti i prosciutti avariati, si tratta di individuare come i
prodotti, che evidentemente dovevano essere smaltiti attraverso la
distruzione, essendo passata la data di scadenza, sono finiti invece
in quel deposito. L'ipotesi è che ci sia dietro una organizzazione
criminale legata a qualche azienda incaricata dai consorzi di
effettuare lo smaltimento. Consorzi che, hanno specificato i Nas,
stanno collaborando alle indagini e hanno tutto l'interesse a
smascherare questa frode che compromette la loro immagine e il loro
mercato. E' possibile escludere che il prodotto adulterato sia finito
sugli scaffali dei supermercati, perché il circuito della grande
distribuzione organizzata si serve direttamente dai produttori
segnalati dai consorzi. Ma non si tratta dell'unica operazione che in
questi giorni ha messo in luce l'ennesimo grosso episodio di
contraffazione. Il 20 ottobre circa 600 tonnellate di grano tenero
sono state sequestrate dai Nas di Bologna in un deposito nella zona di
Ravenna. Il prodotto era conservato sul pavimento, tra deiezioni di
volatili, cicche di sigarette e calcinacci. Il locale, privo di vetri
alle finestre e di qualsiasi protezione contro l'ingresso di roditori,
veniva utilizzato anche come garage per trattori e altri mezzi
meccanici. Il grano era destinato al circuito dei panifici della zona
tosco-emiliana. In Puglia l'ispettorato controllo qualità (Acq) ha
sequestrato inoltre 16.000 ettolitri di mosto, 200 ettolitri di vino,
600 quintali di uve da tavola in una serie di controlli che hanno
interessato 112 fra stabilimenti vitivinicoli, centri di
intermediazione uve, stabilimenti autorizzati alla lavorazione delle
uve da tavola e aziende agricole, rilevando numerose irregolarità. I
numeri dei sequestri lasciano allibiti: da gennaio 2008 ad oggi i
mille uomini dei 37 nuclei Nas presenti sul territorio hanno
effettuato 19.359 ispezioni, arrestato 48 persone, contestato oltre
4000 infrazioni di natura penale e 12000 di carattere amministrativo.
Sono stati sequestrati 306mila quintali e 18 milioni di confezioni
alimentari vari, 40.707 capi di bestiame per un valore complessivo di
circa 125 milioni di euro.

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